Carnevale di Verona

Schermata 01-2456309 alle 12.14.08.pngL’origine del Carnevale di Verona risale al 1531, anno in cui una grave carestia portò la città sull’orlo di una rivolta popolare: i fornai, infatti, per il continuo aumento del prezzo della farina si rifiutarono di produrre e vendere il pane scatenando l’ira del popolo. Uno dei quartieri maggiormente coinvolto nella rivolta fu quello di San Zeno, allora il più popolato e povero della città. Per riportare la calma fu nominata una commissione di cittadini facoltosi tra cui TOMMASO DA VICO, che ebbe l’idea di distribuire gratuitamente al popolo, l’ultimo venerdì prima della quaresima, pane, vino, burro, farina e formaggio.
Nel suo testamento il Da Vico lasciò il volere di continuare questa tradizione: da quì la nascita del Venardi Gnocolàr, con riferimento agli gnocchi che vennero in seguito distribuiti in piazza. Proprio all’anno 1531 si fa risalire la nascita della maschera tradizionale del carnevale di Verona: il PAPA’ del GNOCO… questa antica origine rende il Carnevale di Verona e la sua maschera i più antichi d’Italia. Il piatto tipico del Carnevale veronese sono gli GNOCCHI, conditi con burro fuso e formaggio grattugiato oppure con un sugo al pomodoro. Ma anche a Verona, come nel resto d’Italia, il carnevale si festeggia soprattutto con i dolci: frittelle, galani, crostoli, frittole e favette.

I festeggiamenti per il carnevale raggiungono il loro apice con la GRANDE SFILATA dei carri allegorici che il venerdì gnocolar (l’ultimo venerdì prima della quaresima) attraversano le principali vie cittadine il sotto l’occhio attento di 100mila spettatori di ogni età.

Spettacolo di Giobbe Covatta a San Giovanni Lupatoto

Schermata 01-2456307 alle 14.57.47.png“6 GRADI”, IL NUOVO SHOW DI GIOBBE COVATTA.

Venerdì 25 gennaio alle 21.00 al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto lo spettacolo teatrale “6 Gradidi Giobbe Covatta. Il nome è curioso: ancora una volta c’è un numero nel titolo, dopo “7” (come i vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo)

Anche in questo caso c’è un forte significato simbolico: il 6 rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura terrestre. Lo spettacolo è infatti collocato nel futuro, in diversi periodi storici, nei quali la temperatura media della Terra aumenta via via di sei gradi.

I personaggi che vivranno i queste epoche saranno i nostri discendenti, figli, nipoti e pronipoti, che avranno ereditato il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. I nostri più stretti discendenti avranno seri problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere in un pianeta divenuto assai meno ospitale di quello attuale.

Con umorismo Giobbe Covatta solleva il problema del disastro ambientale e punta il dito contro le storture di una società che spinge il piede sull’acceleratore del consumo senza riflettere sulle conseguenze. Nonostante ciò, ci dice Covatta, l’uomo non perderà il suo ingegno: il comico napoletano si è divertito ad immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, sociali e politiche che i nostri discendenti metteranno a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale.

Massimo Cacciari Rassegna idem Idee di futuro 2012- 2013

massimo cacciari, teatro nuovo veronaIl 19 dicembre si apre la nuova edizione della rassegna dell’associazione IDEM, tradizionale appuntamento per gli appassionati di arte e cultura, giunto alla quinta edizione. Dopo il successo delle ultime due stagioni che hanno avuto come filo conduttore riflessioni sulla “dissidenza” e le “metafore del cambiamento”, l’associazione propone quest’anno un altro tema di grande suggestione: i “Maestri dello Spirito”.

Inaugura Umberto Galimberti sui Maestri par excellence, Gesù e Socrate. A seguire il 18 gennaio Massimo Cacciari su Dante, poi da febbraio a giugno altri grandi protagonisti della nostra cultura rifletteranno su mostri sacri, gloriose e sconvolgenti stagioni, spiriti eminentissimi, intriganti e sconcertanti: Alessandro Baricco su Shakespeare, Philippe Daverio sulla Berlino del primo Novecento e “l’arte degenerata”, Beppe Severgnini sul cinico e ironico civismo di Montanelli e Flaiano, Michele Serra sulla poetica anarchica e irriverente di De André. E poi l’incontro con artisti d’oggi: l’8 febbraio dialogo-concerto con Samuele Bersani, il 18 aprile con un grande della letteratura mondiale: David Grossman. Sono inoltre previsti altri due appuntamenti d’eccezione, con due tra i maggiori artisti contemporanei.

Secondo l’apprezzato format, gli incontri sono in stile teatrale, con musica dal vivo, immagini, filmati.

Tutti gli appuntamenti si svolgono al Teatro Nuovo di Verona, alle 21.

L’ingresso è libero, riservato agli associati e agli studenti con invito fino alle 20.45. È possibile aderire all’associazione culturale IDEM presso la biglietteria del Teatro Nuovo o la Libreria Antiquaria Perini, oppure tramite il sito dell’associazione, o agli appositi desk la sera degli incontri. Il costo annuo dell’adesione è di 30 euro, 20 per chi rinnova, per i giovani sotto i trent’anni e per gli aderenti ad associazioni convenzionate.

Il Gioco dell’Amore e del Caso al Teatro Nuovo di Verona

4_gioco_amore.jpgDa martedì 8 a domenica 13 gennaio al Teatro Nuovo di Verona va in scena “Il gioco dell’amore e del caso” del drammaturgo francese Marivaux. Con Paolo Briguglia, Antonia Liskova, Francesco Montanari, Fabrizia Sacchi, Emanuele Salce e Sandro Mabellini. Regia di Piero Maccarinelli. Da martedì a sabato alle ore 20.45, domenica alle ore 16.00.

Il regista Piero Maccarinelli riscopre la tessitura drammaturgica di Marivaux nella versione e nell’adattamento di Giuseppe Manfridi, per farne risaltare «tutta la sua inattuale contemporaneità» e raccontare le ansie tragicomiche dell’essere innamorato: la paura del futuro, l’incertezza dell’essere amato.